8-10 Ottobre 2026, Palazzo della Gran Guardia, Verona

Vincenzo Valentini

Già Presidente di ESTRO e Professore Ordinario di Radioterapia all’Università Cattolica, dal novembre 2023 è Direttore del Dipartimento di Oncologia e Imaging all’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma. Autore di oltre 550 pubblicazioni, ha guidato progetti pionieristici come il centro Gemelli ART e il Knowledge Based Laboratory. Le sue ricerche spaziano dall’imaging avanzato e dall’intelligenza artificiale alla radioterapia integrata con chirurgia e terapie sistemiche. Da oltre 15 anni promuove un approccio umanistico che intreccia arte, innovazione e cura per migliorare l’esperienza dei pazienti.

 

#tredomande

Chi sei?
Sono Vincenzo Valentini, medico specialista in Radioterapia, Radiologia e Oncologia Sperimentale. Dopo anni di attività clinica, di ricerca e insegnamento come professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, focalizzata sull’Oncologia Radioterapica, negli ultimi quindici anni, ho iniziato a dedicare particolare attenzione all’integrazione dell’arte nel percorso di cura oncologico, con l’obiettivo profondo di aiutare i pazienti a trovare senso e relazione lungo il loro percorso di malattia.

Qual è il “capitale intangibile” della tua impresa?
Il cuore del nostro progetto”Art4ART” (Art for Advanced Radiation Therapy) e il vero capitale intangibile della nostra “attività” risiedono nella capacità di generare senso e relazione attraverso l’arte e la bellezza, trasformando la cura oncologica in un’esperienza profondamente umana e trasformativa. La cura, infatti, si declina in due dimensioni fondamentali: il “fare la cura”, che riguarda l’aspetto tecnico-scientifico dei trattamenti, e il “prendersi cura”, che si concentra sulla dimensione relazionale ed esistenziale del paziente. Il nostro capitale intangibile, quindi, è proprio la capacità di integrare queste due dimensioni, attivando e valorizzando la generatività di senso e relazione promossa dalle arti.

Il progetto Art4ART si impegna a trasformare l’esperienza della cura oncologica integrando l’arte e la bellezza “by design” negli ambienti ospedalieri, per rendere il percorso del paziente più umano e rigenerativo. L’obiettivo è superare un approccio puramente tecnico (“fare la cura”) per abbracciare un “prendersi cura” olistico, capace di rispondere ai bisogni esistenziali del malato.
Le principali attività del progetto Art4ART, svolte per inserire l’arte nel percorso ri-generativo del paziente, includono:
• La riprogettazione degli ambienti di cura: gli spazi ospedalieri di cura sono trasformati per offrire attraverso la bellezza dell’arte una attivazione di senso e di relazione. Esempi concreti sono la valorizzazione dell’antico Tempio di Iuppiter Iurarius (Giove Garante dei Giuramenti) all’Ospedale Isola Tiberina con illuminazione e musica ambientale, rendendolo un punto di connessione tra storia e cura. Sono state introdotte fontane multisensoriali con video naturalistici, giardini verticali nei corridoi del Day Hospital per un’immersione nella natura, e le sale d’attesa sono state arricchite con quadri e affreschi per stimolare l’immaginario. Le sale di terapia sono personalizzate con immagini di Roma o paesaggi marini (per i bambini) o con schermi ad alta definizione che proiettano opere d’arte o scenari naturali, permettendo ai pazienti di scegliere musica, film o video. L’uso di visori VR offre ambientazioni paradisiache durante la chemioterapia.
• Piattaforme digitali e contenuti personalizzati: vengono messe a disposizione dei pazienti piattaforme su tablet o totem digitali che offrono un’ampia scelta di contenuti artistici personalizzati (video, musica, letteratura) organizzati attorno a temi come amicizia, amore, spiritualità, per nutrirli e distogliere l’attenzione dalle preoccupazioni.
• Storytelling e percorsi narrativi: nelle sale d’attesa sono presenti librerie per incoraggiare la lettura e il nutrimento narrativo. Per i bambini in radioterapia, viene utilizzata la metafora del sottomarino per farli sentire protagonisti attivi del proprio viaggio di cura, riducendo ansia e la necessità di anestesie. Un “Scrigno dei sogni” raccoglie le lettere dei bambini sui regali desiderati, stimolando speranza.
• Esperienze collettive e coinvolgimento attivo: il progetto estende la cura oltre l’ospedale, offrendo ai pazienti e ai loro caregiver visite museali gratuite in collaborazione con partner prestigiosi come il Parco Archeologico del Colosseo e la Famiglia Colonna, per offrire supporto emotivo e un senso di appartenenza. La danzaterapia (Dance 4 Oncology) propone lezioni gratuite con coreografie studiate per recuperare funzioni motorie e migliorare l’immagine corporea.
• Ricerca scientifica e misurazione dei benefici: Art4ART è un laboratorio dedicato alla ricerca rigorosa per quantificare i benefici clinici dell’arte. Vengono utilizzati biomarcatori salivari (come cortisolo e amilasi), intelligenza artificiale (come il riconoscimento facciale FaceAge per valutare lo stato emotivo e la resilienza) e test psicometrici per monitorare l’impatto fisiologico e psicologico. Un “Radar Antropologico” integra dati clinici e umanistici per offrire ai medici un quadro completo e multiparametrico della situazione del paziente. L’obiettivo finale è la “prescrivibilità di offerte artistiche per la loro beneficialità clinica”, come raccomandato dall’OMS.
In definitiva, Art4ART è un “laboratorio umanistico di generatività e resilienza” che integra arte, natura, scienza e spiritualità per promuovere una conoscenza consapevole della propria situazione e una narrazione di guarigione che coinvolge corpo e relazionalità, trasformando l’intero percorso di cura in un’esperienza di crescita e rigenerazione per il paziente.

 Qual è la relazione più importante oggi per il futuro della tua azienda?
Per il futuro della nostra attività, la relazione più importante da sviluppare è quella di prossimità, che nasce dal disegnare servizi e interazioni profondamente radicati nei bisogni bio-psico-spirituali e sociali del malato, perché la cura non sia solo limitata alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche (“fare la cura”), ma si estenda strutturalmente al “prendersi cura” per aumentare la possibilità di guarigione complessiva del paziente oncologico attraverso un approccio olistico e una relazione empatica, concretizzandosi in una “relazione generativa di senso”, attivata by design anche dall’arte.

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