
Anna Ditta, head of Programs design and fundraising di ALDA – The European Association for Local Democracy
ALDA - European Association for Local Democracy
Entrare a pieno titolo nella vita sociale significa essere protagonisti attivi e consapevoli della propria vita nella necessaria relazione con gli altri, con il contesto urbano, sociale e ambientale.
In questo Young Agorà Café, condotto da animatrici e facilitatrici di ALDA - European Association for Local Democracy, la partecipazione ai diversi cerchi relazionali non sarà rigida. I partecipanti potranno liberamente spostarsi da un cerchio all’altro quando meglio credono, nell’ora e mezza di esercizio. Questo permetterà di poter imparare e scambiare informazioni in merito a più argomenti, senza necessariamente restare per tutto il tempo su un solo tema. Tutto ciò favorirà la contaminazione reciproca e stimolerà l’intelligenza collettiva.
Cerchio 1
La partecipazione democratica giovanile oggi
Rappresentanza politica e percezione delle istituzioni tra i giovani. Il tavolo si concentra sui canali preferenziali di partecipazione civica e sull’attivismo a livello locale e nazionale.
Cerchio2
Spazi urbani e luoghi di aggregazione
Riflessione sulla geografia della socialità e sulla necessità di luoghi di incontro sostenibili. Si approfondiscono la presenza e la gestione di centri giovanili, piazze, spazi culturali e ambienti in cui sostare senza l’obbligo di consumare, estendendo il confronto alle piazze e ai forum digitali.
Cerchio 3
Il concetto di comunità
Esplorazione del significato contemporaneo del fare comunità nei contesti di quartiere, scuola, associazionismo e spazi online.
Cerchio 4
Opportunità di futuro tra mobilità e legame con il territorio
Confronto sulle prospettive personali e professionali per le nuove generazioni. Vengono esaminati fattori come le opportunità di lavoro e di studio, l’impatto del costo della vita in Italia e scelte di vita all’estero.
Cerchio 5
Informazione, tecnologia e dinamiche del digitale
Discussione sui rischi e sulle potenzialità dell’ecosistema digitale contemporaneo. Si affrontano i temi della disinformazione, dell’impatto dell’intelligenza artificiale, dei fenomeni di hate speech e della polarizzazione del dibattito online.
Cerchio 6
Sistema educativo, competenze
Riflessione sul ruolo del sistema educativo nella crescita e nell’orientamento individuale. Il tavolo analizza quanto la scuola riesca oggi a preparare le persone ad affrontare le sfide della società contemporanea.
Cerchio 7
Benessere psicologico, salute mentale e pressioni sociali
Focus sulla dimensione del benessere psicofisico e sui fattori di stress della vita quotidiana. Si approfondiscono l’ansia da prestazione, il peso delle aspettative sociali, le incertezze sul futuro e la ricerca di un equilibrio tra vita privata, studio e prospettive lavorative.
Cerchio 8
Inclusività, pluralismo e diritti sociali
Focus sulle questioni di genere, i diritti delle persone con disabilità, la gestione del multiculturalismo e le strategie per il superamento delle discriminazioni.
Cerchio 9
Sfida ambientale, sostenibilità e cittadinanza attiva
Riflessione sulle questioni ecologiche e sul cambiamento climatico. Il tavolo si concentra sulla transizione dall’eco-ansia verso l’assunzione di una responsabilità civica, individuando azioni concrete e percorsi di mobilitazione giovanile.
Cerchio 10
Sport e benessere
Riflessione sul valore dello sport come strumento di aggregazione, salute fisica e mentale, ed emancipazione sociale.
Attività rivolta ai giovani e agli studenti presenti, cofinanziata dall’Unione europea nell’ambito dell’Operating Grant del programma CERV



Paola Rossi, attrice, regista, drammaturga
Carlo Presotto, direttore artistico La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
Stefano Coquinati, pedagogista
Fondazione Relazionésimo ETS
I portavoce dei vari gruppi scolastici o associativi si ritrovano in tre focus group per condividere le riflessioni precedentemente condivise. Dal confronto saranno definite le questioni chiave da portare al successivo dialogo intergenerazionale in assemblea plenaria nominando, tra i partecipanti, i portavoce per ciascuna delle tre tematiche di questa giornata dedicata a Costruire Cittadinanza tra prossimità territoriale, Partecipazione e prospettive Europee, tre diverse dimensioni del vivere in relazione.











Giuseppe Quintavalle, direttore generale Ospedale Santo Spirito di Roma – INTERVENTO VIDEO
Giovanni Arcuri, direttore generale Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, Roma
Paolo Petralia, direttore generale Azienda Ospedaliera Universitaria AOUI di Verona
S.Em. Card. Gianfranco Ravasi, fondatore Fondazione Cortile dei Gentili
Fulvia Salvi, presidente Associazione Medicinema Italia Onlus
Giovanni Capelli, direttore Centro Nazionale Prevenzione malattie e Promozione Salute, Istituto Superiore di Sanità, R
Andrea Schiappelli, archeologo del Parco Archeologico del Colosseo di Roma
Michela Nosè, professore associato di Psichiatria al Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell'Università di Verona
Ombretta Zulian, ideatrice di RelazionEXPO
Vincenzo Valentini, direttore Centro Oncologico, Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, Roma
Corrado Barbui, direttore del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell'Università degli Studi di Verona
Fondazione Relazionésimo ETS
Fondazione Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola ETS
Malati ri-generati presenta esperienze già operative e progettate per mostrare come arte e relazione possano diventare parte concreta del prendersi cura. Ospedali che investono sul capitale relazionale, progetti che portano arte e cinema nei percorsi assistenziali, spiritualità, Social Prescribing e visite nei grandi luoghi della bellezza raccontano modi diversi di attivare risorse personali, relazionali e simboliche by design. Esperienze attraverso cui la generatività può tradursi in beneficialità di cura, con effetti sulla qualità della vita, sullo stress, sull’ansia, sul coping, sulla resilienza e anche su outcome clinici. La sfida è andare oltre il curare la malattia con l’arte e la relazione: creare condizioni perché la persona possa ritrovare senso, relazioni e possibilità e iniziare a scrivere una nuova pagina della propria storia.






Ketty Panni, presidente Fondazione Relazionésimo ETS
Marino Cavestro, mediatore civile e commerciale, Resolutia srl
Carlo Dellasega, vicepresidente Fondazione Relazionésimo ETS
Giampietro Vecchiato, senior partner e direttore clienti P.R. Consulting srl
Valeria Broggian, presidente Gruppo Servizi CGN
Franca Grimaldi, attrice, speaker pubblicitaria, vocal coach e speaker coach
Premiazione ufficiale dei Vincitori del Concorso “RelazionEXPO – Le Migliori Relazioni d’Impresa”, prima edizione.
Promosso dalla Fondazione Relazionésimo ETS, il premio valorizza le storie d’impresa che si distinguono per la qualità e la forza delle relazioni attivate con il pianeta, con le persone o per la capacità di fare storytelling. RelazionEXPO e il suo premio raccolgono e celebrano le storie quali strumenti per ispirare le nuove generazioni e un nuovo modo di fare impresa.

Ugo Morelli, psicologo del lavoro, componente del Comitato scientifico della Fondazione Relazionésimo ETS
1. Dal controllo al significato: le opportunità delle relazioni per la motivazione e la produttività.
2. La possibilità di distinguere: il lato umano è quello vincente.
3. La leadership relazionale e il coaching interno.
4. Gestire la resilienza e sviluppare la flessibilità.
5. Creatività e innovazione come vantaggi competitivi.
Riconoscere il valore delle relazioni e delle persone, del clima positivo e degli investimenti individuali come condizioni costitutive dei risultati di gestione aziendale e di utilità d’impresa, è un orientamento vincente nella società della conoscenza, del digitale e dell’innovazione continua.
Esistono oggi risultati di ricerca scientifica che consentono di applicare metodi gestionali originali e innovativi per lo sviluppo della qualità delle relazioni, per la motivazione e la valorizzazione del fattore umano e per l’applicazione di un approccio narrativo nell’esercizio del management.
Obiettivi
La Masterclass prevede una partecipazione di minimo 10 e massimo di 25 persone
Attività a pagamento







Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia
Maria Paola Tavazza, sgeretario Associazione Luciano Tavazza odv
Silvia Costa, presidente del Comitato per il Centenario di Luciano Tavazza
Salvatore Cacciola, presidente di Bioas - Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale
Renato Frisanco, ricercatore sociale, studioso del volontariato
Matteo Cesaretto, Associazione Il Tarassaco
Alvise Moretti, presidente dell’Associazione Popoli Insieme
Emanuele Alecci, presidente di Re.V.E. - Rete Volontariato Europeo
Elisa Venturini, assessora all'Ambiente, clima e protezione civile, Regione del Veneto
Comitato per il Centenario di Luciano Tavazza
Re.V.E. - Rete Volontariato Europeo
Associazione Luciano Tavazza
A cent’anni dalla nascita di Luciano Tavazza ci chiediamo se il volontariato di oggi è ancora quello che lui aveva in mente, e se serve ancora a chi ne ha bisogno. Partiamo da esperienze concrete: le Oasi, luoghi dove la cura delle persone e quella della terra stanno insieme. Funzionano, ma restano poche. Vogliamo capire perché. Alla fine, la domanda passa alla Regione.













Giorgio Starace, diplomatico già Ambasciatore di Italia in Russia
Alessandra Baio, project designer ALDA – Associazione Europea per la Democrazia Locale
Silvia Genero, responsabile Area Internazionale di Enaip Veneto
don Matteo Malosto, direttore Caritas veronese e Pastorale giovanile della Diocesi di Verona
Jacopo Maltauro, consigliere Regionale Veneto
Antonio Marco Dalla Pozza, consigliere Regionale del Veneto
Gianfranco Refosco, responsabile formazione continua Enaip Veneto, già segretario regionale CISL Veneto
Matteo Castellucci, giornalista e scrittore
Jacopo Buffolo, assessore Politiche giovanili e di partecipazione del Comune di Verona
Roberto Veronese, presidente CSV Verona
Maria Vittoria Traforti, executive assistant and project officer ALDA - European Association for Local Democracy
Giuseppe Castaman, direttore Fondazione Relazionésimo ETS
Carlo Presotto, docente IUSVE, direttore artistico La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
Ecco il momento dell’assemblea plenaria per il “Costruire Cittadinanza: tra prossimità territoriale e prospettive Europee”.
L’incontro si suddividerà in tre sessioni di circa 40 minuti per affrontare i tre focus individuati per la terza e ultima giornata:
- La meglio gioventù. Senso della partecipazione: nella scuola, nelle imprese, nella società civile, nella politica e nelle istituzioni.
- Servizio (impegno) civile, sentirsi umani. Welfare è Cura: l’arte di vivere bene per stare bene (salute, volontariato, animazione sociale e culturale).
- Giovani in Europa, in Italia, nel mondo: dalla dimensione europea allo sguardo del mondo, agire da protagonisti nel Paese.
Dopo le parole dei giovani – portavoce di una sintesi del percorso preparatorio che ha coinvolto studenti di varie scuole del Veneto – sarà dato spazio al dialogo con persone che ricoprono ruoli di responsabilità in enti, organizzazioni, imprese e istituzioni.
L’intera platea presente sarà invece coinvolta nella discussione con alcuni sondaggi in diretta.





Andrea Ventura, ad BioEnergia Fiemme
Leonardo Canal, presidente BioMetano Fiemme
Stefano Felicetti, presidente Pastificio Felicetti
Paolo Silvestri, ad Pexto srl - Cooperativa Pescatori Camogli
Carlo Dellasega, vicepresidente Fondazione Relazionésimo ETS
In un tempo in cui la complessità cresce ogni giorno, il successo non nasce più dall'eroe solitario ma dalla capacità di creare relazioni generative.
Sul palco imprenditori, professionisti e organizzazioni raccontano storie vere di collaborazioni nate dall'incontro di competenze diverse, capaci di generare non solo risultati economici, ma anche sociali e umani e bene comune, che da soli non sarebbero stati possibili.
Non casi di successo da esibire, ma belle storie di connessione, intuizione e coraggio.
Storie che dimostrano come vedere oltre il proprio settore, il proprio ruolo e il proprio interesse possa creare nuove opportunità, benessere e prosperità condivisa con la Comunità.

Chiara Franceschini, team curatoriale RelazionEXPO
In occasione di RelazionEXPO, un percorso guidato all’interno della Palazzo della Gran Guardia conduce il pubblico alla scoperta di After Silence, esperienza immersiva e relazionale di arte contemporanea.
Il percorso mette in dialogo le opere di Alberto Salvetti, Matteo Mezzadri, Sangy, MaMo Art e Giovanni Caccamo, esplorando il tema della relazione e del cambiamento come chiave per interpretare il presente. Natura e comunità, materia e vita, parola e immagine, individuo e spazio diventano così soglie attraverso cui interrogare il nostro modo di guardare e abitare il mondo.
“Dopo il silenzio” non indica soltanto ciò che accade nel tempo, ma un risveglio dello sguardo: il momento in cui ciò che era invisibile o familiare torna a emergere e a generare nuove connessioni.
Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi coinvolgere dalle opere, per scoprire che ogni forma, prima ancora di essere immagine o materia, nasce da una relazione.
Percorso itinerante, punto di ritrovo in Sala Lounge






Marino Cavestro, mediatore civile e commerciale, Resolutia srl
Arianna Livrieri, coach delle figlie d’impresa Vicenza
Eleonora Ambrosi, project designer at ALDA - European Association for Local Democracy
Silvia Genero, responsabile Area Internazionale di Enaip Veneto
Maria Vittoria Traforti, executive assistant and project officer ALDA - European Association for Local Democracy
Linda Rombolà, project designer ALDA - European Association for Local Democracy
Luca Braga, giovane e socio fondatore dell’associazione “Impronta”
ALDA - European Association for Local Democracy
Enaip Veneto
Resolutia Srl
Cerchio 1
L’Europa terra dei giovani: la cittadinanza europea come possibilità concreta e attivabile
incontrando
Silvia Genero, responsabile Area Internazionale di Enaip Veneto
in collaborazione con Enaip Veneto
L'Europa come catalogo di aperture che si attivano su iniziativa dei giovani, riconoscimento delle competenze oltre confine, opportunità di impegno, di esperienza dentro le istituzioni. Queste porte esistono già, e quasi nessuno le conosce.
Cerchio 2
Dai quartieri a Bruxelles: come trasformare un bisogno locale in una causa europea
incontrando
Maria Vittoria Traforti, Director and Deputy Secretary General Assistant & Project Support Officer at ALDA - European Association for Local Democracy
in collaborazione con
ALDA - European Association for Local Democracy
L'iter pratico per scalare un'istanza locale a livello europeo: come un problema o un'idea nata nel proprio comune (es. mobilità, diritti, ambiente, spazi) può trovare risonanza, risorse e alleanze in Europa.
Strumenti di partecipazione europea come reti transnazionali, progetti di cooperazione, petizioni al Parlamento europeo, Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) e dialogo strutturato.
Cerchio 3
Europa a portata di mano: mobilità, formazione e risorse per il futuro dei giovani
incontrando
Linda Rombolà, project designer at ALDA - European Association for Local Democracy
in collaborazione con
ALDA - European Association for Local Democracy
Esplorazione dei principali programmi e strumenti europei destinati ai giovani (Erasmus+, Corpo Europeo di Solidarietà, DiscoverEU, iniziative di scambio e finanziamenti per progetti giovanili).
Confronto su come superare le barriere d'accesso (geografiche, informative, socio-economiche) affinché le opportunità europee siano fruibili anche nei piccoli comuni o nelle periferie.
Cerchio 4
Spazi ai giovani! Rigenerazione urbana, beni comuni e vita di comunità
incontrando
Eleonora Ambrosi, project designer at ALDA - European Association for Local Democracy
in collaborazione con
ALDA - European Association for Local Democracy
Come i ragazzi possono riappropriarsi e co-progettare spazi urbani, immobili dismessi, piazze o centri giovanili per trasformarli in luoghi di partecipazione, cultura e aggregazione.
Dibattito sui modelli di co-gestione tra giovanissimi e amministrazioni locali.
Cerchio 5
Giovani, diritto e dovere di “alzare” la voce. Idee per il protagonismo della Gen Z nella società
incontrando
Luca Braga, giovane e socio fondatore dell’associazione “Impronta”
Alzare la voce non significa urlare, ma elevare l’attenzione su ciò che i giovani sentono, vivono e pensano del futuro. Dal summit intergenerazionale Ascoltami-Parlami un focus group per raccogliere idee e proposte per continuare a tenere alta l’attenzione e il coinvolgimento dei giovani
Cerchio 6
La grammatica del conflitto: disinnescare la rabbia, negoziare il futuro
incontrando
Marino Cavestro, mediatore civile e commerciale Vicenza
Arianna Livrieri, coach delle figlie d’impresa Vicenza
in collaborazione con
Resolutia, organismo di mediazione
Il conflitto intergenerazionale è spesso un disperato bisogno di riconoscimento reciproco. In questa tavola rotonda dialogheremo con i giovani su come 'stare calmi' e a usare il conflitto in modo costruttivo. Attraverso le lenti della mediazione generativa, esploreremo come separare l'identità personale dal problema oggettivo, come mappare i propri bisogni profondi (sicurezza, autonomia, appartenenza) per comunicarli senza aggredire e senza subire, trasformando lo scontro con il mondo adulto in un tavolo di co-progettazione del loro futuro.





Giorgio Starace, diplomatico già Ambasciatore di Italia in Russia
Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia
Michele Ciacciofera, artista
Ombretta Zulian, ideatrice di RelazionEXPO
Marco Dotti, giornalista, docente Università di Pavia
Da trent’anni il Mediterraneo viene descritto in due modi: come frontiera o come corridoio. Nel primo caso è ciò che va tenuto chiuso, nel secondo ciò che va tenuto aperto, ma sotto condizioni di controllo per tutelarne la stabilità. Le due immagini condividono un presupposto, ed è che il mare sia uno spazio vuoto fra luoghi pieni, una distanza da amministrare.
Chi lo ha attraversato lo ha sempre pensato diversamente. Il Mediterraneo è un incrocio di relazioni. Relazioni che danno forza e forma a una prospettiva diversa sull’Europa.
L’incontro non cerca una sintesi. Lascia aperta la domanda che riguarda per prima il paese che lo ospita: se l’Italia abbia ancora qualcosa da dire sul Mediterraneo che non sia amministrazione dell’emergenza.










Claudia Andreatta, coordinatrice di Ricerca - Dipartimento di Pedagogia IUSVE
Davide Girardi, docente di sociologia di IUSVE
Giorgio Chinellato, presidente Panathlon International
Morena Martini, consigliera regionale del Veneto, delegata alle Politiche Giovanili e alla Partecipazione
Adriano Bordignon, presidente Nazionale Forum Associazioni Familiari
Matilde Borgogno, studentessa
Jacopo Buffolo, assessore Politiche giovanili e di partecipazione del Comune di Verona
Sonia Cassol, pattuglia nazionale Branca RS - AGESCI
Giuseppe Castaman, direttore Fondazione Relazionésimo ETS
Carlo Presotto, docente IUSVE, direttore artistico La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
IUSVE Istituto Universitario Salesiano Venezia
Forum delle Associazioni Familiari
Un “urlo di speranza”. Questo è l'importante segnale e la richiesta implicita - ma nemmeno troppo - che, in filigrana, sembra emergere dalle diverse risposte dell’ultima indagine dell’Osservatorio “Giovani e Futuro” di IUSVE. Dall'indagine è possibile cogliere questa forte e chiara domanda (come un urlo, per l’appunto) che le ragazze e i ragazzi intervistati lanciano nelle loro risposte, chiedendo di avere occasioni e spazi per essere ascoltati e poter esprimere la propria opinione, contribuendo così alla creazione di un futuro possibile che li riguarda, a partire dalle situazioni più prossime, legate a decisioni che devono essere prese nella comunità in cui vivono.
A conclusione della prima esperienza di “Relazionésimo Ascoltami-Parlami”, summit intergenerazionale promosso da Fondazione Relazionésimo ETS affiancata da diverse istituzioni, università, enti e imprese, questo seminario progettuale mette attorno al ragionamento i referenti di diversi volti della società (famiglia, educazione, sport, volontariato, impegno sociale e istituzioni) per dialogare con i giovani presenti su come “aprire le porte”, per accogliere la loro voglia di esserci, lasciando spazio alle loro iniziative all’interno di riferimenti valoriali condivisi.
Il «parlate con noi e non di noi» e il «fate le cose con noi e non per noi» è il cambiamento posturale a cui dobbiamo tendere. Da qui l’emergere di proposte concrete per questa quanto mai necessaria apertura di fiducia verso i nostri ragazzi.



Roberto Carcangiu, presidente Apci
Paolo Silvestri, ad Pexto srl - Cooperativa Pescatori Camogli
Monica Panzeri, vicepresidente Narratori del Gusto
Ci hanno convinti che per mangiare bene servano ingredienti costosi, attrezzi speciali e ore ai fornelli. È un racconto comodo e falso. Quasi tutta la grande cucina popolare nasce povera: dal poco, dal tempo lento, dallo scarto che diventa piatto. Roberto Carcangiu smonta il mito e mette in fila ciò che conta davvero: pochi strumenti veri, quattro o cinque tecniche di base che cambiano ogni piatto, una spesa intelligente e un po' di organizzazione. La scienza dietro i gesti il calore, il sale, l'equilibrio dei sapori spiegata semplice, e le «piccole magie» che chiunque può ripetere a casa.
La scienza, infine, entra in gioco a supporto della narrazione di un prodotto, quando le caratteristiche oggettive, edoniche ed emozionali di un ingrediente vengono misurate e descritte attraverso l’analisi sensoriale.








Maria Pia Garavaglia, presidente della Fondazione Roche
Emanuele Alecci, presidente di Re.V.E. - Rete Volontariato Europeo
Riccardo Sollini, direttore generale della Fondazione Anffas Macerata, autore di “I Care. Curare e prendersi cura”
Luca Ferrero, coordinatore della Cooperativa Giuseppe Olivotti
Claudio Vettorel, R&D Data & AI innovation specialist Infodati SpA
Raffaella D'Angelo, formatrice Associazione Paideia di Salerno
Andrea Bassi, sociologo, Università di Bologna
Silvia Costa, presidente del Comitato per il Centenario di Luciano Tavazza
Comitato per il Centenario di Luciano Tavazza
Re.V.E. - Rete Volontariato Europeo
Associazione Luciano Tavazza
Proviamo a immaginare i nostri territori senza volontari: servizi che si fermano, persone lasciate sole, comunità più povere. Il loro lavoro vale molto, ma viene dato per scontato, come se fosse gratis. Intanto arrivano le macchine, e c’è chi pensa che possano prendere il posto delle persone. Con chi la cura la pratica ogni giorno proviamo a scrivere un decalogo: cosa si può affidare a una macchina e cosa no. Poi ci chiediamo cosa cambia da lunedì.

Per molto tempo, il concetto di sostenibilità si è concentrato principalmente su una logica di sottrazione: ridurre i consumi, le emissioni e la produzione di scarti. Sebbene questo approccio abbia favorito l’efficienza interna, raramente ha trasformato i meccanismi profondi di creazione del valore aziendale. In un panorama caratterizzato da risorse limitate e filiere vulnerabili, limitarsi a “fare meno danni” non è più sufficiente per garantire la solidità di un’impresa nel lungo periodo.
Il workshop aiuta imprenditori, manager e professionisti a trattare la sostenibilità come leva di business e a progettare modelli rigenerativi e circolari: prodotti che durano e si riparano, vendita del risultato invece del solo prodotto, asset e competenze condivisi, fornitori e comunità coinvolti nei benefici generati. Sono scelte che, oltre a far bene all’ambiente, riducono la dipendenza da poche risorse e da pochi fornitori, e per questo rendono l’impresa più resiliente agli shock.
Si lavora in modo pratico su due livelli: una lettura guidata del proprio modello, con self-assessment su dipendenze, sprechi e risorse sottoutilizzate, e un lavoro collaborativo in gruppi misti per trasformare questi spunti in nuove forme di ricavo, servizio e partnership, con il metodo e gli strumenti del business design. I partecipanti tornano con opportunità concrete per generare valore economico, sociale e ambientale e per rendere il proprio modello più resiliente nel tempo.
La Masterclass prevede una partecipazione di minimo 10 e massimo di 25 persone
Attività a pagamento


Marino Cavestro, mediatore civile e commerciale, Resolutia srl
Mariella Melandri, mediatore civile e commerciale, Resolutia srl
Resolutia Srl
Nel mondo del business, dietro a ogni stallo negoziale o scontro tra soci, si nasconde un bisogno identitario inespresso. In questa Agorà esploreremo la 'psicologia del tavolo delle trattative'. Aiutare a capire il conflitto non solo evita che il fallimento delle relazioni determini criticità all’interno dell’azienda, ma da una comprensione profonda delle ragioni può portare ad individuare le strade per il miglioramento. Capirsi per capire. Scopriremo come disinnescare i bias cognitivi, gestire il sequestro emotivo (l'amigdala hijack) e passare da posizioni antagoniste a interessi condivisi, generando un ritorno sull'investimento (ROI) invisibile, ma vitale per la sopravvivenza del brand.

Giannantonio Negretti, imprenditore cosmetico e filantropo, ideatore della Cosmetica Umanistica
Sempre più adolescenti fanno uso spinto di prodotti cosmetici. Molto spesso senza rendersi conto di ciò che stanno inconsapevolmente facendo. Non solo in termini di pericoli per la loro pelle ancora estremamente delicata, ma soprattutto per le implicazioni psicologiche connesse alla scelta di truccarsi in età poco più che infantile.
È la spietata società dei consumi che le spinge verso questo universo fatto di bellezza effimera e a volte pericolosa o c’è di più? C’è forse una pulsione a saltare le tappe della vita per affacciarsi al mondo dei grandi almeno esteriormente? O c’è un bisogno latente di apparire belli a tutti i costi? O, ancora, c’è un bisogno di femminilità anche da parte dei giovanissimi maschi?
E in questo complesso scenario che ruolo hanno i genitori e soprattutto le mamme, che in fatto di cosmetici ne sanno forse più di tutti? Come devono rapportarsi con i loro figli? Essere accondiscendenti, proibire, consigliare o allarmare?
Ma soprattutto, che ruolo hanno, o dovrebbero avere, i produttori di cosmetici? Continuare ad “adescare” facendo leva sui bisogni e sulle paure delle persone o iniziare un rapporto più onesto e sincero basato sul rispetto?
Di queste tematiche parlerà a RelazionEXPO 2026 Giannantonio Negretti, imprenditore cosmetico e filantropo, ideatore della Cosmetica Umanistica, il movimento di pensiero che sta rivoluzionando il settore della bellezza.
Con lui sul palco esperti del settore in dialogo con mamme e adolescenti.







Giorgio Chinellato, presidente Panathlon International
Sandra Truccolo, campionessa paralimpica di tiro con l’arco
Giovanna Pastega, ideatrice progetto “Olimpiadi in carcere”
Fabiano Gino Maria Gerevini, consigliere Internazionale Panathlon International, coordinatore Gruppo di lavoro sugli Hikikomori
Federica Perolini, psicologa dello sport, consigliere direttivo Lombardia FIPsiS, formatore e officer in tema di Safeguarding
Emanuela Schiavini, docente corso di Laurea infermieristica, sede distaccata di Milano - coordinatrice ASST di Crema
Giorgio Chinellato, presidente Panathlon International

Enrico Gamba, psicoterapeuta, formatore, autore e divulgatore
Parliamo molto di ecologia dell’ambiente. Quasi mai di ecologia della consapevolezza. Eppure, la qualità della nostra vita interiore non nasce dal nulla: è il risultato di un intero ecosistema che ci circonda e ci attraversa ogni giorno.
Pensiamo che essere consapevoli dipenda solo da noi, da quanto ci impegniamo. Ma la verità è che siamo immersi in ambienti che possono nutrire la nostra presenza oppure prosciugarla.
Il lavoro e i suoi ritmi. Il modo in cui viviamo il tempo libero. L’architettura degli spazi che abitiamo, che può aprirci o soffocarci. Le pratiche della vita quotidiana, quei piccoli gesti che ripetiamo senza accorgercene. I processi sociali in cui siamo inseriti. L’educazione che riceviamo e che trasmettiamo. E il contatto con la natura, che resta uno dei pochi ponti diretti verso noi stessi.
Ognuno di questi fattori è un tassello. Insieme formano l’ecologia entro cui la nostra consapevolezza fiorisce o si spegne. Creare le condizioni giuste non è un fatto privato, è una scelta culturale e collettiva. Significa progettare il lavoro, gli spazi, l’educazione e le relazioni tenendo conto di ciò che fa bene all’essere umano nel profondo, non solo di ciò che produce di più nell’immediato.
Tornare a se stessi, allora, non è un percorso che si fa da soli e contro il mondo. È costruire un mondo che ci aiuti a esserci. Un ambiente che, invece di allontanarci dal centro, continui a riportarci a casa.
Un pomeriggio aperto a tutti, per guardare il punto in cui ci troviamo. E per riconoscere insieme la strada che ci riporta davvero a noi stessi.

Francesco Sollazzo, consulente d’Impresa founder & Ceo Strategie&Managment Srl
Incontro tra imprenditori guidato da un moderatore facilitatore di relazioni per discutere e confrontarsi su cosa significa “Agorà Digitale” e come governarlo per farlo rendere al meglio nelle piccole e medie imprese, favorendo il networking, il confronto e generando nuove opportunità di collaborazione. Un'occasione unica per chi desidera ampliare la propria rete relazionale.





Silvana Dalla Bontà, professoressa Ordinaria di Diritto Processuale civile, Univ. di Trento
Marino Cavestro, mediatore civile e commerciale, Resolutia srl
Caterina Marchetto, mediatrice Civile e Commerciale Verona
Alberto Maria Tedoldi, professore Ordinario Diritto Processuale civile e Diritto delle ADR Università di Verona
Nicolò Crestani, dottore in Giurisprudenza
Resolutia Srl
ELSA – The European Law Students’ Association
Ai partecipanti saranno riconosciuti 2 crediti formativi in Materia di Diritto Civile
Un panel di altissimo profilo per ridefinire il concetto stesso di Giustizia. Delegare la soluzione di un conflitto a un giudice significa spesso abdicare alla propria responsabilità relazionale. Con la prof.ssa Silvana Dalla Bontà il prof. Alberto Maria Tedoldi e la dott.ssa Caterina Marchetto e l’avv. Marino Cavestro, esploreremo la Giustizia Consensuale non come 'alternativa' (ADR), ma come prima e più nobile scelta per la risoluzione delle dispute. Un dialogo a più voci che unirà la dottrina giuridica alla psicologia della negoziazione, per dimostrare come la mediazione civile, commerciale e familiare sia lo strumento più potente di 'Cittadinanza Attiva' (tema della giornata) per riparare il tessuto connettivo della nostra società.



Giovanni Moro, sociologo, docente al Dipartimento di Scienze politiche all’Università Sapienza di Roma
Giuseppe Castaman, direttore Fondazione Relazionésimo ETS
Filiberto Zovico, direttore e fondatore ItalyPost
Fondazione Relazionésimo ETS
Italy Post
C’è bisogno di Europa? Se osserviamo l’evoluzione della geopolitica degli ultimi decenni la risposta è certamente sì perché, a fronte della globalizzazione, la dimensione continentale diventa un riferimento necessario e indispensabile che va oltre le oggettive difficoltà degli Stati e dei Governi nazionali di trovare denominatori comuni, sia nelle politiche che nei conseguenti atti legislativi e decisionali. Tutto ciò, nel tempo in cui una dilagante frammentazione accompagna la crescente concentrazione di potere politico, economico, finanziario e tecnologico.
Ma la seconda e ancor più importante domanda è: Che cosa significa oggi essere cittadini europei e attraverso quali forme la società civile riesce realmente a partecipare alla costruzione dell’Europa?
Ascoltando i cittadini la risposta è probabilmente affermativa. E se ascoltiamo i cittadini più giovani, quelli da poco entrati nelle responsabilità (nel lavoro, nella società e nelle istituzioni) o che si stanno formando per accedervi, la risposta viene amplificata e data per naturale. Le giovani generazioni, infatti, crescono nella dimensione territoriale, culturale e civile europee grazie alle tante esperienze di crescita formativa e personale che i mondi della scuola e dell’università propongono. L’Europa, quindi, vissuta come regione del mondo più che continente a sé.
Raccontare e ragionare dell’Europa con l’approccio e l’atteggiamento dei nuovi Cittadini europei, è probabilmente, la strada migliore per coltivare e rinnovare le relazioni tra tutti i soggetti che oggi sono chiamati a costruire una nuova identità attualizzando gli auspici dei padri fondatori dell’Europa rispetto alle attuali complessità. Un modo per annaffiare quel fiore sbocciato dalla coltre di cenere e macerie lasciate dalla tragedia umana della Seconda guerra mondiale.

Ugo Morelli, scienziato cognitivo e saggista, componente del Comitato scientifico della Fondazione Relazionésimo
Presentazione del libro “L’Attesa. Antecedenti dell’atto creativo”
Cosa accade un istante prima di un atto creativo? Come si origina quel che precede e prepara la nascita dell’inedito, di quel che prima non c’era, in ogni campo, dall’arte alla scienza? È l’attesa, che codifica uno degli atteggiamenti e dei sentimenti più diffusi e coinvolgenti. L’attesa non si associa solo all’ansia, non genera solo comportamenti passivi, ma apre anche alla mancanza e, quindi, alla ricerca del possibile, al germinare creativo dell’inedito, come vie d’uscita dai vincoli del presente. Sia con approfondimenti scientifici propri della psicologia, delle neuroscienze cognitive e affettive, che con testi narrativi, il nuovo libro di Ugo Morelli intende mostrare come l’attesa intervenga, oltre che negli atti creativi, in ognuno dei passaggi cruciali della nostra contemporaneità, dalla crisi eco-sistemica, all’incontro tra differenze culturali e di genere, fino alle trasformazioni dell’Intelligenza Artificiale. La condizione umana contemporanea ci pone di fronte a un bivio, cambiare o scomparire. L’attesa, con la sua natura perifrastica attiva, può facilitare l’estrazione del possibile dai vincoli del presente.

Maurizio Insana, ricercatore Sannio Tech | Innovation Cluster
Presentazione del libro autore del libro “Siamo polvere di stelle” di Maurizio Insana (Gabrielli Editori ,2025).
Da dove nascono le relazioni? Nell’universo che ancora conosciamo solo in parte, tutto è relazione: particelle e onde interagiscono di continuo, e le stesse dinamiche che governano i sistemi fisici ritornano, non a caso, in quelle umane, ancora in gran parte da comprendere. Il mio intervento parte da qui: dal corpo come primo laboratorio di relazione. Il DNA non è un’istruzione isolata, ma informazione che dialoga con l’intero organismo; organi e cellule comunicano in una rete complessa che tiene in vita il sistema biologico. Le relazioni non sono un accessorio dell’esistenza, ma il meccanismo che fa emergere le potenzialità e fa funzionare ogni sistema, dal più piccolo al più vasto. Come esseri umani, ci relazioniamo per crescere, per essere sostenuti, per riconoscere la bellezza. E se tutto intorno a noi è frequenza – il cibo, i suoni, la materia stessa – allora anche noi siamo, in fondo, note di una composizione più ampia. Ogni cosa che il nostro pianeta ci offre oggi è il risultato di relazioni antichissime. Comprendere questo principio significa comprendere meglio noi stessi, e come costruire relazioni più consapevoli.
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