ALDA - European Association for Local Democracy
Entrare a pieno titolo nella vita sociale significa essere protagonisti attivi e consapevoli della propria vita nella necessaria relazione con gli altri, con il contesto urbano, sociale e ambientale.
In questo World Caffé, condotto da animatori e facilitatori di ALDA - European Association for Local Democracy, vengono proposti 10 cerchi relazionali (di massimo 20 partecipanti ciascuno) per condividere riflessioni, informazioni ed esperienze utili a far emergere le “domande al mondo” che i giovani rivolgono all’intera società.
Cerchio 1
La partecipazione democratica giovanile oggi
Rappresentanza politica e percezione delle istituzioni tra i giovani. Il tavolo si concentra sui canali preferenziali di partecipazione civica e sull’attivismo a livello locale e nazionale.
Cerchio2
Spazi urbani e luoghi di aggregazione
Riflessione sulla geografia della socialità e sulla necessità di luoghi di incontro sostenibili. Si approfondiscono la presenza e la gestione di centri giovanili, piazze, spazi culturali e ambienti in cui sostare senza l’obbligo di consumare, estendendo il confronto alle piazze e ai forum digitali.
Cerchio 3
Il concetto di comunità
Esplorazione del significato contemporaneo del fare comunità nei contesti di quartiere, scuola, associazionismo e spazi online.
Cerchio 4
Opportunità di futuro tra mobilità e legame con il territorio
Confronto sulle prospettive personali e professionali per le nuove generazioni. Vengono esaminati fattori come le opportunità di lavoro e di studio, l’impatto del costo della vita in Italia e scelte di vita all’estero.
Cerchio 5
Informazione, tecnologia e dinamiche del digitale
Discussione sui rischi e sulle potenzialità dell’ecosistema digitale contemporaneo. Si affrontano i temi della disinformazione, dell’impatto dell’intelligenza artificiale, dei fenomeni di hate speech e della polarizzazione del dibattito online.
Cerchio 6
Sistema educativo, competenze
Riflessione sul ruolo del sistema educativo nella crescita e nell’orientamento individuale. Il tavolo analizza quanto la scuola riesca oggi a preparare le persone ad affrontare le sfide della società contemporanea.
Cerchio 7
Benessere psicologico, salute mentale e pressioni sociali
Focus sulla dimensione del benessere psicofisico e sui fattori di stress della vita quotidiana. Si approfondiscono l’ansia da prestazione, il peso delle aspettative sociali, le incertezze sul futuro e la ricerca di un equilibrio tra vita privata, studio e prospettive lavorative.
Cerchio 8
Inclusività, pluralismo e diritti sociali
Focus sulle questioni di genere, i diritti delle persone con disabilità, la gestione del multiculturalismo e le strategie per il superamento delle discriminazioni.
Cerchio 9
Sfida ambientale, sostenibilità e cittadinanza attiva
Riflessione sulle questioni ecologiche e sul cambiamento climatico. Il tavolo si concentra sulla transizione dall’eco-ansia verso l’assunzione di una responsabilità civica, individuando azioni concrete e percorsi di mobilitazione giovanile.
Cerchio 10
Sport e benessere
Riflessione sul valore dello sport come strumento di aggregazione, salute fisica e mentale, ed emancipazione sociale.
Attività rivolta ai giovani.
Si invita a registrarsi alla singola attività (cerchio) prescelta, previa disponibilità di posti.



Giovanni Arcuri,
Paolo Petralia,
Fulvia Salvi,
Andrea Schiappelli,
Vincenzo Valentini,
Fondazione Relazionésimo ETS
Valentini Vincenzo
Malati ri-generati presenta esperienze già operative e progettate per mostrare come arte e relazione possano diventare parte concreta del prendersi cura. Ospedali che investono sul capitale relazionale, progetti che portano arte e cinema nei percorsi assistenziali, spiritualità, Social Prescribing e visite nei grandi luoghi della bellezza raccontano modi diversi di attivare risorse personali, relazionali e simboliche by design. Esperienze attraverso cui la generatività può tradursi in beneficialità di cura, con effetti sulla qualità della vita, sullo stress, sull’ansia, sul coping, sulla resilienza e anche su outcome clinici. La sfida è andare oltre il curare la malattia con l’arte e la relazione: creare condizioni perché la persona possa ritrovare senso, relazioni e possibilità e iniziare a scrivere una nuova pagina della propria storia.

Matteo Fusco,
Per molto tempo, il concetto di sostenibilità si è concentrato principalmente su una logica di sottrazione: ridurre i consumi, le emissioni e la produzione di scarti. Sebbene questo approccio abbia favorito l’efficienza interna, raramente ha trasformato i meccanismi profondi di creazione del valore aziendale. In un panorama caratterizzato da risorse limitate e filiere vulnerabili, limitarsi a “fare meno danni” non è più sufficiente per garantire la solidità di un’impresa nel lungo periodo.
Il workshop aiuta imprenditori, manager e professionisti a trattare la sostenibilità come leva di business e a progettare modelli rigenerativi e circolari: prodotti che durano e si riparano, vendita del risultato invece del solo prodotto, asset e competenze condivisi, fornitori e comunità coinvolti nei benefici generati. Sono scelte che, oltre a far bene all’ambiente, riducono la dipendenza da poche risorse e da pochi fornitori, e per questo rendono l’impresa più resiliente agli shock.
Si lavora in modo pratico su due livelli: una lettura guidata del proprio modello, con self-assessment su dipendenze, sprechi e risorse sottoutilizzate, e un lavoro collaborativo in gruppi misti per trasformare questi spunti in nuove forme di ricavo, servizio e partnership, con il metodo e gli strumenti del business design. I partecipanti tornano con opportunità concrete per generare valore economico, sociale e ambientale e per rendere il proprio modello più resiliente nel tempo.
Il corso prevede una partecipazione di minimo 10 e massimo di 25 persone
Attività a pagamento



Giuseppe Castaman,
Carlo Presotto,
Ecco il momento dell’assemblea plenaria per il “Costruire Cittadinanza: tra prossimità territoriale e prospettive Europee”.
L’incontro si suddividerà in tre sessioni di circa 40 minuti per affrontare i tre focus individuati per la terza e ultima giornata:
- La meglio gioventù. Senso della partecipazione: nella scuola, nelle imprese, nella società civile, nella politica e nelle istituzioni.
- Servizio (impegno) civile, sentirsi umani. Welfare è Cura: l’arte di vivere bene per stare bene (salute, volontariato, animazione sociale e culturale).
- Giovani in Europa, in Italia, nel mondo: dalla dimensione europea allo sguardo del mondo, agire da protagonisti nel Paese.
Dopo le parole dei giovani – portavoce di una sintesi del percorso preparatorio che ha coinvolto studenti di varie scuole del Veneto – sarà dato spazio al dialogo con persone che ricoprono ruoli di responsabilità in enti, organizzazioni, imprese e istituzioni.
L’intera platea presente sarà invece coinvolta nella discussione con alcuni sondaggi in diretta.

Giuseppe Lumia,
Silvia Costa,
Maria Paola Tavazza,
Emanuele Alecci,
Riccardo Sollini,
Comitato per il Centenario di Luciano Tavazza
Re.V.E. - Rete Volontariato Europeo
Associazione Luciano Tavazza
Il ricordo
Luciano Tavazza è nato cento anni fa e questa giornata non è la sua commemorazione: è il seguito del suo lavoro.
Una sola frase sua, letta ad alta voce, e due risposte brevi: che cosa di quella frase regge ancora, che cosa oggi diremmo in modo diverso. L'apertura consegna alla giornata il filo che la tiene insieme, nell'anno che unisce il centenario della nascita di Tavazza e l'Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile: il volontariato non è la manutenzione dei guasti di un sistema, è una forza che chiede il cambiamento. Il volontariato che cambia, non che ripara.
Il sensore e il campanello
Le macchine imparano a riconoscere una caduta, a segnalare un'assenza, a misurare il tempo di una visita. Il sensore fa la sua parte, e la fa bene. Ma il campanello suonato da qualcuno che passa a trovarti è un'altra cosa, e non è sostituibile. Da questa distinzione nasce «Il sensore e il campanello. Racconto e decalogo per il volontariato nel tempo delle macchine», lavoro collettivo avviato con la Route estiva del centenario. A RelazionExpo se ne presenta il primo esito pubblico, e occupa quasi tutta la mattina: il racconto letto in apertura senza commento, poi le dieci questioni etiche che ne discendono.
Il decalogo non viene illustrato, viene messo alla prova. Attorno al tavolo chi progetta le tecnologie, chi nei servizi fa questo mestiere per professione, chi fa volontariato da decenni e chi ha cominciato l'anno scorso. La domanda non riguarda solo il volontariato: riguarda che cosa, del lavoro di cura, decidiamo di non delegare, e chi decide. Quello che esce da qui non resta in sala: diventa il contenuto delle richieste che nel pomeriggio vengono portate alle istituzioni.

Ugo Morelli,
1. Dal controllo al significato: le opportunità delle relazioni per la motivazione e la produttività.
2. La possibilità di distinguere: il lato umano è quello vincente.
3. La leadership relazionale e il coaching interno.
4. Gestire la resilienza e sviluppare la flessibilità.
5. Creatività e innovazione come vantaggi competitivi.
Riconoscere il valore delle relazioni e delle persone, del clima positivo e degli investimenti individuali come condizioni costitutive dei risultati di gestione aziendale e di utilità d’impresa, è un orientamento vincente nella società della conoscenza, del digitale e dell’innovazione continua.
Esistono oggi risultati di ricerca scientifica che consentono di applicare metodi gestionali originali e innovativi per lo sviluppo della qualità delle relazioni, per la motivazione e la valorizzazione del fattore umano e per l’applicazione di un approccio narrativo nell’esercizio del management.
Obiettivi
Il corso prevede una partecipazione di minimo 10 e massimo di 15 persone
Attività a pagamento

Enrico Gamba,
Parliamo molto di ecologia dell’ambiente. Quasi mai di ecologia della consapevolezza. Eppure, la qualità della nostra vita interiore non nasce dal nulla: è il risultato di un intero ecosistema che ci circonda e ci attraversa ogni giorno.
Pensiamo che essere consapevoli dipenda solo da noi, da quanto ci impegniamo. Ma la verità è che siamo immersi in ambienti che possono nutrire la nostra presenza oppure prosciugarla.
Il lavoro e i suoi ritmi. Il modo in cui viviamo il tempo libero. L’architettura degli spazi che abitiamo, che può aprirci o soffocarci. Le pratiche della vita quotidiana, quei piccoli gesti che ripetiamo senza accorgercene. I processi sociali in cui siamo inseriti. L’educazione che riceviamo e che trasmettiamo. E il contatto con la natura, che resta uno dei pochi ponti diretti verso noi stessi.
Ognuno di questi fattori è un tassello. Insieme formano l’ecologia entro cui la nostra consapevolezza fiorisce o si spegne. Creare le condizioni giuste non è un fatto privato, è una scelta culturale e collettiva. Significa progettare il lavoro, gli spazi, l’educazione e le relazioni tenendo conto di ciò che fa bene all’essere umano nel profondo, non solo di ciò che produce di più nell’immediato.
Tornare a se stessi, allora, non è un percorso che si fa da soli e contro il mondo. È costruire un mondo che ci aiuti a esserci. Un ambiente che, invece di allontanarci dal centro, continui a riportarci a casa.
Un pomeriggio aperto a tutti, per guardare il punto in cui ci troviamo. E per riconoscere insieme la strada che ci riporta davvero a noi stessi.
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